Una truffa ai danni della titolare di una struttura ricettiva di Roccaraso porta ora a un rinvio a giudizio: la Procura della Repubblica di Sulmona ha chiesto il processo per un ventiduenne residente nel Napoletano. L’episodio risale alla fine di gennaio dello scorso anno e rientra nel diffuso filone dei raggiri informatici legati alle finte caparre per le vacanze in montagna.
Truffa a Roccaraso: come funzionava il raggiro
Il giovane avrebbe contattato la gestrice dell’attività fingendosi un cliente interessato a un soggiorno, concordando una cifra di 200 euro. Nelle fasi del presunto versamento, l’imputato avrebbe guidato la donna a utilizzare il servizio interattivo P2P di Poste Italiane su una carta Postepay Evolution a lui intestata.
La “ricarica al contrario”: la vittima paga invece di ricevere
Attraverso indicazioni telefoniche incalzanti e ingannevoli, il ventiduenne sarebbe riuscito a indurre la vittima in una transazione capovolta: anziché accreditare l’anticipo sul conto della struttura, la donna si è ritrovata, senza accorgersene, ad effettuare lei stessa un versamento di pari importo sulla carta del presunto cliente.
La denuncia e le indagini dei Carabinieri
Accortasi del raggiro solo il giorno seguente, la titolare dell’attività si è rivolta ai Carabinieri della Stazione di Roccaraso per sporgere denuncia. Le indagini hanno permesso di ricostruire nel dettaglio l’intera vicenda incrociando più elementi: i messaggi scambiati tra le parti, la ricevuta del movimento finanziario, i tabulati e il contratto telefonico utilizzato per il contatto, fino alla documentazione fornita da Poste Italiane per tracciare il flusso del denaro.
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